Carissimi Yogini e Yogine, 
l’altra sera ho avuto la fortuna di imbattermi in un meraviglioso documentario d’arte che ritraeva il genio artistico di Mark Rothko

Ho scoperto che ha dato vita, tra le altre, ad un’opera straordinariamente originale dedicata alla MEDITAZIONE. Chiunque può recarsi li e immergersi all’interno di sè stessi accompagnati dall’intensità delle tele del grande maestro.

Un luogo generato dall’arte aperto a tutti ogni giorno. Una cappella per ogni religione, ogni credo, ogni uomo. Bisogna andare a Houston, in Texas, per visitare la Rothko Chapel, il testamento spirituale che ci ha lasciato Rothko un anno prima di suicidarsi nel 1970. L’idea di questa cappella nasce dai fondatori John e Dominique de Menil, coniugi collezionisti d’arte, attivisti, ferventemente credenti nelle lotte sociali e nel potere spirituale dell’arte.

È il 1964 quando commissionano questo luogo sacro adatto alla meditazione dove le tele di Rothko alle pareti avrebbero potuto trovarsi perfettamente a loro agio.

Viene scelta una forma di un ottagono irregolare, con le pareti di cemento rivestite internamente di stucco grigio chiaro, come un battistero. La luce, l’elemento protagonista e fondamentale, entra naturale da un alto lucernarioSulle pareti, 14 tele realizzate in situ dalle dimensioni monumentali. Rothko sceglie tre trittici e cinque pannelli rettangolari. 

Tutto si accorda perfettamente all’atmosfera del luogo, la Rothko Chapel è uno spazio sacro in cui ognuno cerca, alimenta, mette in discussione la propria spiritualità. La contemplazione delle tele che circondano lo spettatore, chiamato a star seduto al centro su semplici panche in legno, porta ad evidenziare i colori che cambiano a seconda della luce alimentando la meditazione. Le pareti sembrano gettare i dipinti verso chi le osserva, aiutate anche dal loro formato gigante. Le sfumature emergono piano, grazie alla luce naturale. I rettangoli neri si fanno grigi, quelli viola si fanno rossi ed ogni volta si apre una venatura diversa. Si può considerare la cappella la continuazione ideale dello studio del pittore, in cui le tele rimanevano appoggiate lungo le pareti e dove la luce che utilizzava per dipingere era sempre quella naturale. Rothko rimaneva lì per ore a fissare i suoi colori, ogni volta come fosse un viaggio introspettivo che lo vedeva solo con la propria anima.

La Rothko Chapel è il luogo di tutta. l’umanità in cui senza alcuna distinzione si incontrano culture, fedi, spiritualità multiple. È un luogo sacro in cui il silenzio si muove e genera una rottura silenziosa nell’interiorità di ognuno. Esalta ed eleva le anime come nessun altro artista, oltre Rothko, poteva fare. È una cappella spirituale ma non impone nessun credo, congiunge l’umanità verso le potenzialità dell’arte e della meditazione, verso le aspirazioni di ogni uomo. È per questo che è anche sede di incontri di leader mondiali e attivisti per i diritti civili. 

In ogni angolo di questo luogo magico si respira quella spiritualità interiore, indefinita, che Mark Rothko ha cercato affannandosi per tutta la vita. La risposta, ci insegna, risiede nella contemplazione e nell’ascolto silenzioso della nostra anima. Non esistono certezze ma di ogni cosa ci sono le sfumature, proprio come nei suoi quadri. Più li osserviamo più cambiano, a seconda della luce, ed emerge una lettura sempre nuova e sempre diversa.

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