Tra le corsie del supermercato ci siamo imbattuti in una bevanda, il kefir, di cui i russi e i paesi dell’ex blocco sovietico, sono i maggiori consumatori e produttori a livello mondiale. La sua popolarità si è oggi diffusa ampiamente e viene consumato regolarmente da chi predilige prodotti alimentari in grado di apportare benefici alla propria salute e da chi, come noi, si dedica alla pratica yoga.

Da dove proviene il kefir?

La storia di questa bevanda a base di latte ha origine nella regione montuosa del Caucaso, tra Europa dell’Est e Asia, dove gli Osseti, popolo nomade cristiano ortodosso, sperimentarono per la prima volta i suoi chicchi. Ancora oggi non è dato sapere a cosa sia dovuta la sua scoperta: la leggenda narra che Maometto diede agli Osseti i primi grani insegnandogli come fermentare il latte. Il nome kefir, di origine turco/armena, deriva proprio da questa leggenda e significa “Grani del Profeta”.
L’antico popolo ne faceva fermentare i chicchi nel latte contenuto in una sacca di pelle di capra poi legato alla sella di un cavallo oppure all’ingresso di un’abitazione per essere sbattuto spesso. Già Marco Polo ne aveva declamato il sapore e le qualità ne Il Milione, dove raccontò di aver assaggiato una bevanda a base di latte di cavalla, prodotta da donne tartare.
I proprietari dei grani di kefir custodivano gelosamente il loro segreto poiché credevano che questi avrebbero perso la loro potenza se il loro uso fosse diventato di dominio pubblico. Così quest’arte veniva tramandata segretamente da una generazione all’altra.

Cos’è il kefir?

Il kefir è una bevanda a base di latte fermentato simile allo yogurt, ma di consistenza più liquida. Il sapore è acidulo e possiede una leggera effervescenza dovuta all’anidride carbonica liberata nel processo di fermentazione che può produrre anche una minima quantità di alcol etilico. La durata della fermentazione ne determina differenze nella consistenza e nel sapore.
Ma come viene prodotto il kefir? I suoi grani, piccole perle gelatinose composte da colonie di batteri e lieviti, vengono aggiunti in un contenitore a del latte fresco che può essere di pecora, capra o vacca. Il contenitore viene quindi lasciato a temperatura ambiente in modo che si attivi la proliferazione e la crescita dei batteri e che contemporaneamente si possa innescare la fermentazione del lattosio (zucchero naturale nel latte), che così viene trasformato in acido lattico. Dopo circa 24 ore, il kefir viene filtrato e i chicchi trasferiti in una nuova partita di latte per consentire ai batteri e ai lieviti di continuare a riprodursi. Questo ciclo può essere svolto all’infinito.
Il kefir filtrato è infine pronto per essere bevuto.

Quali sono i principali benefici del kefir per la salute?

Il kefir è povero di calorie e soprattutto di lattosio, per questo è un prodotto magro ed estremamente digeribile. Essendo un derivato del latte è anche un’ottima fonte di proteine, calcio, potassio, magnesio, fosforo oltre alle vitamine del gruppo A, B e K. Inoltre è ricchissimo di batteri probiotici e lieviti. 

Il consumo regolare di kefir è associato a molteplici benefici: 

  • ripristina il corretto funzionamento dell’intestino donando equilibrio alla flora batterica e proteggendolo dalle infiammazioni; 
  • aiuta la salute delle ossa sia in fase di crescita che durante l’invecchiamento;
  • svolge un’azione antinfiammatoria ed è quindi indicato per le infiammazioni a carico dei bronchi, del fegato e dell’intestino come contro l’asma e in aiuto per chi soffre di celiachia;
  • è un valido aiuto alimentare per le donne in gravidanza e durante la menopausa, ma anche per il sistema nervoso e per contrastare il desiderio di cibo fuori pasto;
  • è un valido integratore per chi pratica un’intensa attività fisica e sportiva e per chi come noi pratica corsi yoga.

Si può preparare il kefir a casa?

Assolutamente si! Tuttavia è importante seguire attentamente le istruzioni poiché temperature errate, tempi di fermentazione sbagliati o attrezzature non sterili possono causare il suo deterioramento.

Ci sono varianti al kefir tradizionale?

Oltre al kefir prodotto con il latte, sia esso di pecora, capra o vacca, le colonie batteriche e i lieviti presenti nei grani sono in grado di fermentare anche i latti vegetali come quello di soia, riso, avena ecc.. Inoltre ne esiste anche una versione chiamata il kefir d’acqua, prodotto in modo simile al kefir da latte ma i grani, questa volta, vengono posti in acqua zuccherata dove comunque avviene la profilazione dei batteri e dei lieviti e inizia la fermentazione che riduce il contenuto di zucchero, producendo una modesta quantità di alcol e anidride carbonica. La bevanda, così prodotta, può essere addolcita o aromatizzata con  zucchero di canna, miele, succhi di frutta, zenzero, menta o anice.
Il kefir d’acqua, come anche quello prodotto con i latti vegetali, è un’ottima fonte alternativa di batteri probiotici per coloro che seguono una dieta priva di latticini. Le bevande così ottenute saranno però prive delle proteine, delle vitamine e dei minerali propri del latte.
Prima e dopo le nostre lezioni online di yoga, potrai quindi provare i benefici di questa bevanda, oltre ad assaporare le nostre tisane, i nostri succhi oppure, visto che stiamo per entrare nella stagione della primavera, disintossicarsi con i nostri consigli.

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